A mano a mano Che una canzone che Non conosco e non amo Sale e inonda e sbatte
Mi accorgo di tutto il nuovo Il cielo così terso e buio Di bianco e perfido albeggiare
A mano a mano Sui quadretti faccio rotolare Le mie inutili vagolanti Gnaulanti, glauche malinconie
Hanno il sapore splendente Di qualcosa che non ho più in mano E strizzo strizzo straccio Mentre pesto inutilmente i piedi Sulle strade di cotone infeltrito.
A mano a mano Propenderei per un forse Forse ci vedremo, prima o poi
Anche se confesso – Seppur condiscendente – Non ci conto più davvero.
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